Martino-Scrignoli-Laviano “PANNONICA”

13 aprile 2019 21:30 Birrjazz

Birrjazz

presenta

sabato 13 aprile 2019 ore 21,30

MARTINO-SCRIGNOLI-LAVIANO
“PANNONICA”

Giulio Martino, sax
Valerio Scrignoli, chitarra
Alfredo Laviano, percussioni

Un trio di grandi artisti, formato da Giulio Martino, Valerio Scrignoli e Alfredo Laviano, salirà sul palco di Birrjazz per presentarci un progetto molto interessante intitolato “Pannonica”, che  Flavio Caprera recensisce così: “Il progetto è suonato con evidente e vissuta passione poetica e interpretativa. Vi siete calati nella parte, rivivendo le vicende dei personaggi che fanno parte della vostra narrazione, Monk e Pannonica. Il primo brano è struggente nell’andatura e nei singoli contrappunti. Dà l’impressione di un camminare felpato indietro nella storia. Quel tempo andato, ipnotico e post moderno che viene scandito all’inizio di round midnight, dove nostalgia e spiritualità coltraniana rievocano un passato al di fuori del tempo, a ridosso di un’umana replica all’infinito che si disperde nelle ultime note di chitarra. Il blues di bolivar si piega agli umori free, aperti, caratterizzati come sono da un intimo espressionismo che si manifesta attraverso le note improvvisate di chitarra, sax e batteria. Il monologo di batteria in apertura di Coming on the Hudson è un invito al dialogo che si consuma bordeggiando il fiume della vita. Chitarra e sax si lasciano andare a brevi episodi solistici e dialogici in cui riportano alla luce sensazioni e impressioni del momento. Nica steps out, apre il trittico dedicato alla musa. Qui lei viene fuori che ritmicamente ancheggia con intrinseca eleganza e sensualità. Un gioco erotico di rimandi, come due fenicotteri in amore, che termina in un amplesso di suoni e ruvide vibrazioni di chitarra. Nel seguito, Nica accentua le sue movenze al ritmo di un calypso elettrico e lisergico. Ma quello di Nica’s dream è un sogno in forma di ballad. Lei è sempre stata seduta al suo divano. E’ Monk, che piegato al pianoforte, ha lasciato che la sua immaginazione volasse via come un uccello.  Restano pannonica e la sua palingenesi jazz e rock e il volo spezzato e ritorto di poor butterfly. A me è piaciuto!”

“Pannonica: la baronessa del jazz”
Era il 1951. Kathleen Annie Rothschild detta Nica, stravagante rampolla della nota dinastia bancaria, era di passaggio a New York, a poche ore dalla partenza per l’Europa, per il suo ritorno a casa. Fece visita a Teddy Wilson, un pianista jazz che insistette per farle ascoltare un brano scritto da uno sconosciuto, ma a suo dire, talentuoso pianista.
Pannonica fu rapita. Chiese di ascoltarlo ancora, e poi ancora ed ancora. Venti volte per l’esattezza. Venti viaggi. Un unico artefice. Thelonious Monk.
Dopo il ripetuto ascolto di Round Midnight, la molla per decidere di cambiar vita era ormai scattata, una fionda che non si ricarica… più.
Volò via. Via dalla vita mondana, via dal marito Barone, via dai suoi 5 figli, via dagli agi e dalla mondanità.
Si stabilì a New York, una lussuosa suite all’hotel Stanhope divenne la sua nuova casa che sarà rifugio, sala prove e luogo di incontro per tutti i musicisti jazz conosciuti nei  night  club. Si immerse in quella vita notturna fatta di emozioni, innovazione, contraddizioni,  stringendo amicizia, finanziando e supportando i musicisti con i quali strinse intensi rapporti: Gigi Gryce,  Sonny Clark, Charlie Parker, Art Blakey e naturalmente Thelonious Monk, dal quale non si separerà più.
La loro gratitudine fu espressa nell’unico modo che conoscevano: composero brani a lei dedicati, dedicati alla Baronessa del jazz.
Horace Silver scrisse per lei “Nica’s Dream”, Tommy Flanagan le dedicò “Thelonica”, Gigi Gryce “Nica’s tempo”, Thelonious Monk “Pannonica ” e “Ba-lue Bolivar Ba-lues -Are”.

 

Supplemento di € 15,00 sulla prima consumazione.
Al di sotto dei 25 anni il supplemento è di € 10,00 con consumazione inclusa (birra o soft drink).
Info e prenotazioni 0771 737163 – 335 8255710