Incontro con Gildo De Stefano “Una storia sociale del Jazz”

24 aprile 2018 20:30 Alhambra Birrjazz

Alhambra Birrjazz

presenta

martedì 24 aprile 2018 ore 20,30

INCONTRO CON GILDO DE STEFANO
“Una storia sociale del Jazz”

Sul palco dell’Alhambra uno dei maggiori esperti del jazz in Italia, il sociologo, saggista e critico musicale Gildo De Stefano, che ci presenta il suo libro “Una storia sociale del Jazz”.
La presenza del jazz nella cultura musicale mondiale è un dato difficilmente confutabile. Anche chi non conosce direttamente l’idioma jazz, inteso come genere musicale specifico nato in America, può – una volta resosene conto – riconoscerne gli influssi su gran parte della musica occidentale del secolo scorso.
Ma il jazz non è solo musica bensì un mero ‘fatto sociale’ e, se prima coinvolgeva solo il popolo afroamericano, adesso va inteso a livello ‘glocale’. Questo saggio è arricchito dalla prefazione dell’autorevole pensatore Zygmunt Bauman e, pur non avendo la pretesa di voler essere una sorta di ‘sociologia della musica jazz’, affronta l’argomento della musica afroamericana – con tutte le sue peculiarità quali l’improvvisazione e quant’altro – sotto un profilo squisitamente socio-antropologico, partendo dalle teorie classiche fino ad analizzare quelle prospettive relative al mondo della globalizzazione.
A tal proposito il jazz, come linguaggio musicale, assume da sempre un ruolo significativo nei processi di costruzione sociale della realtà e dell’immaginario individuale e collettivo.

GILDO DE STEFANO
È un giornalista musicale, sociologo e critico del quotidiano ROMA e direttore artistico del Festival Italiano di Ragtime. Laureato in Sociologia delle comunicazioni collabora con la Rai dagli inizi degli anni ottanta conducendo trasmissioni sulla musica jazz e pubblicando saggi sulla Nuova Rivista Musicale Italiana edita dalla stessa Rai.
Tiene dei corsi di Civiltà Musicale Afroamericana e Laboratori di Scrittura creativa in diverse sedi universitarie e conservatori italiani, quali -tra l’altro- San Pietro a Majella, l’Istituto Culturale del Mezzogiorno. Sicuramente è il massimo esperto italiano di ragtime, di cui è autore delle 2 uniche Storia del ragtime in lingua italiana, pubblicata dalla Marsilio Editori di Venezia e dalla SUGARCO Edizioni di Milano, ed uno dei maggiori esperti di Jazz in Italia, analizzando tale argomento soprattutto sotto il profilo squisitamente socio-antropologico come si evince dal suo libro del 1986, la prima antropologia dei neri d’America in lingua italiana, ripercorsa successivamente con il libro del 2014, con l’autorevole prefazione del grande pensatore Zygmunt Bauman.
Negli anni novanta vince un Premio Nazionale di Giornalismo indetto dal Ministero dei lavori pubblici, ed entra nella rosa dei finalisti del Premio Italo Calvino per gli scritti inediti. La sua raccolta di racconti, È troppo tardi per scappare, è presente nella Biblioteca Digitale sulla Camorra e Cultura della Legalità, a cura del Dipartimento Scienze Umanistiche dell’Università “Federico II”.
Ha ricevuto la Menzione Speciale al Premio Giancarlo Siani 2014 per il romanzo Caro Giancarlo – Epistolario per un amico ammazzato, Innuendo Edizioni, Terracina 2014 ISBN 978-88-909076-8-5, sulla figura del giovane giornalista napoletano ucciso dalla Camorra nel 1985.
È membro dell’Unione Nazionale Scrittori e Artisti, per cui tiene spesso corsi di giornalismo creativo, e collabora con la Enciclopedia Treccani per le voci afroamericane e a diversi periodici internazionali, tra i quali la canadese CODA.

Ingresso libero.
Info 0771 737163 – 335 8255710